La prima cosa da fare per evitare di ricevere delle bollette troppo salate è fare attenzione ad alcuni elementi presenti in fattura o in fase di contratto con il fornitore.
Il consumo si controlla verificando il costo della materia prima (che viene indicato sul contratto e deciso dal fornitore), quello della spesa per trasportare l’energia dalla centrale alle propria dimora, gli oneri di sistema ed infine verificando la lettura e la gestione del contatore. A questi vanno aggiunti: le imposte come l’Iva, le accise ed il canone rai( il cui costo è di 9 euro per 10 mesi).
Particolare attenzione deve poi essere data al consumo che deve essere quello effettivo, ovvero quello che corrisponde al valore riportato dal contatore.
Quindi, la seconda cosa da fare è quella di comunicare l’autolettura. Questo perché la fattura potrebbe basarsi su un calcolo presunto di energia e non comprendere i chilowattora effettivamente impiegati.
Si consiglia di controllare il contatore ogni 2 mesi.
In questo modo si saprà se i valori riportati in bolletta corrispondono al consumo reale. Qualora ci siano delle difformità bisognerà contattare subito il fornitore chiedendo che venga inviata una nuova bolletta nonché il rimborso delle somme versate per errore.
In molti casi i nuovi contatori della luce sono tele-gestiti ovvero letti a distanza dal fornitore. Qualora si abbia un contatore di questo tipo non si dovrà comunicare alcuna lettura perché tale dispositivo trasmetterà i dati in tempo reale ogni 15 minuti per cui le fatture saranno emesse in base ai consumi veri.
Qualora, però, si voglia leggere l’effettivo consumo, si ricorda che il contatore elettronico possiede un tasto grigio vicino al display. Premendolo verrà visualizzato il codice cliente, la potenza massima e i dati di consumo.
Chi ha ancora il vecchio contatore, invece, dovrà ricordarsi di fare la comunicazione delle cifre prima della virgola.
Verificare il profilo di consumo scelto, la tensione della fornitura elettrica, la potenza chiesta e l’offerta sottoscritta è la a terza cosa da fare. Solitamente c’è distinzione tra uso domestico e non residente per cui se esso non è stato applicato correttamente bisognerà farlo presente al gestore allegando la documentazione per il profilo richiesto.
E ancora, come quarta cosa bisogna controllare che tutte le clausole del contratto siano applicate. Se ad esempio l’utente ha stipulato un contratto con tariffa monoraria e nella bolletta, invece, si ritroverà la ripartizione dei consumi (e viceversa) bisognerà comunicarlo prontamente.
Ultimo, ma non per importanza, per importanza, è il controllo della prescrizione. Si ricorda infatti che dal 2019 le bollette si prescriveranno in due anni e non in cinque: il diritto al pagamento del corrispettivo da parte del fornitore, quindi, verrà meno trascorsi 2 anni dall’emissione.
In ogni caso per risparmiare si potrebbe effettuare una comparazione con le offerte proposte dal mercato libero dato che dal 2022 quest’ultimo diventerà obbligatorio.
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