Il mercato libero, o meglio la liberalizzazione del mercato energetico è partito in Italia nel 1999 con il decreto Bersani, che permetteva la produzione, l’acquisto e/o la vendita di gas ed energia elettrica a tutte quelle società che erano interessate a questo settore. Prima del mercato libero, infatti, in Italia esisteva un unico fornitore di energia elettrica e un solo venditore di gas che avevano il monopolio delle vendite.
In poche parole, a fornire energia elettrica non è più solo l’Enel ma diverse società.
La presenza di più venditori ha permesso la nascita della concorrenza nel settore dell’energia e del gas, permettendo così ai consumatori di poter scegliere tra diverse opzioni, più o meno convenienti a seconda delle proprie esigenze. I diversi fornitori sono tenuti a rispettare le norme e i regolamenti definiti dall’AEEGSI ( Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico ) che garantisce una maggiore tutela ai consumatori.
Perchè passare al mercato libero?
Con il mercato libero è possibile scegliere il tipo di tariffa e il fornitore dopo aver valutato con attenzione quali sono le proposte della concorrenza, scegliendo, di conseguenza, quella più vantaggiosa per le proprie esigenze.
In questo modo sarà possibile risparmiare sulla bolletta anche diverse centinaia di euro all’anno.
Tuttavia, nonostante la possibilità di risparmiare, ancora oggi sono un consumatore su quattro ha aderito al mercato libero mentre gli altri tre, per pigrizia o per mancanza di informazione, è rimasto cliente del mercato a maggior tutela. La vicina abolizione del mercato tutelato, prevista per la metà del 2020, porterà a una scelta obbligata che, anche se ancora oggi preoccupa molti consumatori, si potrà rivelare molto conveniente.
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